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Acrilico e ricamo su tela
160 x 140 cm
Acrilico e ricamo su tela
130 x 110 cm
Acrilico e ricamo su tela
114 x 90 cm
Acrilico e ricamo su tela
145 x 85 cm
Acrilico e ricamo su tela
145 x 85 cm
Acrilico e ricamo su tela
145 x 85 cm
Acrilico e ricamo su tela
145 x 85 cm
Nato a Bamako, in Mali, nel 1986, Ibrahim Ballo è una delle voci più interessanti della scena artistica africana contemporanea. Dopo essersi diplomato all’Institut National des Arts di Bamako nel 2012, ha conseguito un Master in Arti Visive presso il Conservatoire des Arts et Métiers Multimédia Balla Fasséké Kouyaté, dove ha perfezionato una ricerca artistica che unisce pittura e tessitura in un linguaggio distintivo e personale.
Profondamente ispirato alle tradizioni tessili maliane, Ballo integra fili di cotone naturale – carichi di memoria storica e simbolica – con pigmenti acrilici, generando opere in cui pittura e rilievo si fondono in una superficie materica e stratificata. Questa tecnica, che attinge al patrimonio culturale del bogolan e dei pagne in cotone, diventa per l’artista uno strumento espressivo potente e contemporaneo.
Oltre all’impatto visivo, il lavoro di Ballo si distingue per la sua forza narrativa. Le sue composizioni evocano la memoria collettiva, la condizione umana e le tensioni sociali, rappresentando volti segnati da un simbolico frammento rosso, emblema di dolore e dignità.
Nel 2018 ha tenuto una importante personale presso la AKAA Art Fair di Parigi, e da allora la sua carriera ha conosciuto una rapida ascesa internazionale. Ha partecipato alla 1-54 Contemporary African Art Fair a Marrakech, Londra e New York, ed è oggi presente in collezioni di rilievo come la OLYM Collection. Membro attivo dei collettivi Tim’arts e Sanou’art, Ibrahim Ballo prosegue la sua ricerca da Bamako, tessendo legami tra passato e futuro, tra gesto artigianale e visione contemporanea.
Il mercato dell'arte offre straordinarie opportunità, unendo vantaggi sociali e culturali legati al possesso di opere d'arte a significative rivalutazioni economiche nel tempo. Si tratta di un settore che annualmente muove diverse decine di miliardi di dollari, coinvolgendo una vasta gamma di attori, tra cui artisti, gallerie, case d'asta, collezionisti, curatori, musei e istituzioni.
In un mondo dominato dalla velocità e dalla tecnologia, Ibrahim Ballo ci riporta all’essenziale: la memoria, la materia, il gesto. Attraverso il cotone - filo che unisce la sua infanzia maliana alla ricerca artistica contemporanea - Ballo intreccia passato e presente, tradizione e identità, costruendo un linguaggio fatto di silenzi, di ferite e di luce. La sua è un’arte che ripara, che invita a ricordare e a ritrovare il senso umano delle cose. In occasione della sua partecipazione ad ArtVerona 2025, abbiamo incontrato l’artista per approfondire il suo percorso, il legame con il cotone e la forza simbolica che attraversa il suo lavoro. Ne è nato un dialogo intimo, in cui ogni parola risuona come un filo che unisce memoria e contemporaneità.